Cambiamenti climatici e agricoltura

Cambiamenti climatici e agricoltura

Qualcuno afferma che il cambiamento climatico non esista, ma è palese che da qualche anno l’Italia è soggetta a manifestazioni meteorologiche spesso inusuali e violente. Trombe d’aria, tornado, freddo tardivo, temperature roventi ben oltre la norma ci lasciano spesso tagliati in due: al Nord pioggia e grandine rovinano raccolti e frutteti, al Sud allevatori e agricoltori devono affrontare lunghi periodi di siccità e l’incubo del razionamento dell’acqua.

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – solo per citare alcune regioni – nelle recenti settimane hanno subito ingenti danni alle colture, specialmente orzo, frumento, mais e riso, dovuti agli allagamenti delle coltivazioni. L’Emilia Romagna ha subìto danni importanti a frutteti e vigneti ma anche a sementiere, foraggi e cereali.

Tutto questo, ovviamente, non resta un problema circoscritto ad allevatori e agricoltori ma si ripercuote anche sulle nostre tavole, perché frutta e verdura potranno subire significativi aumenti di prezzo dovuti alla produzione ridotta proprio a causa del maltempo.

Nel Veneto i vigneti sono stati oggetto di vere e proprie bombe d’acqua e di grandine associata a vento forte. In alcune zone i danni sono stati davvero ingenti e i vitivinicoltori paventano forti perdite di produzione.

In Sicilia, invece, l’emergenza siccità si ripercuote sugli allevamenti di ovini e bovini, in particolare, che si ritrovano senza acqua né cibo. Allevatori e agricoltori lamentano anni di immobilismo da parte delle istituzioni, che non hanno posto adeguata attenzione alla manutenzione o implementazione delle reti idriche, definite “colabrodo”, con conseguenti costi di produzione triplicati e bollette con prezzi alle stelle.

Anche Campania e Puglia sono costrette a fare i conti con il rischio di una drastica riduzione della produzione di pomodori, olive, ortaggi, mais e fienagione, oltre a ritardi nelle semine e campi inagibili.

E se l’Italia deve cominciare seriamente ad attivare misure di prevenzione efficaci (vedi la Lombardia con l’incremento delle vasche di laminazione), anche la vicina Francia vede l’annata vinicola 2024 a rischio: dalla zona di Champagne alla Chablis fino alla Dordogna numerosi sono stati gli episodi di grandine di grande dimensione, per non parlare della diffusione di fitopatie – tra cui la terribile infezione da peronospora – dovute proprio al clima imprevedibile.

Magari il cambiamento climatico non esiste, ma sarà sempre più importante (e impellente) fare i conti con un clima davvero… bizzarro.

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